“Vietato” ai minori di 25 anni

Vi racconto una storia, una storia ambientata in tempi nei quali se sentivi la parola “Shoryuken ” pensavi subito a menare mazzate, se sentivi invece “Wololoo” sapevi che un sacerdote stava arrivando da qualche parte. Tempi nei quali un velociraptor era un lucertolone alto due metri, non un tacchino di 50 centimetri (e a noi andava bene così).

Tempi nei quali mettevi 200 lire dentro un cabinato con colori tamarri, ed eri felice. Ready Player One.

Un inno alla cultura dei ragazzi degli anni ’80 e ’90. Davvero, se siete cresciuti in quegli anni (e conseguenti primi anni 2000) andate a vederlo, e di corsa prima che finiscano gli spettacoli.

Tutto quello che era sottocultura per nerd (e lo siamo stati tutti, inutile negarlo…ma nerd seri non alla Big Bang Theory), smanettoni, pirati informatici in questo film diventa una poesia per gli occhi e un bellissimo tuffo nel passato. Mischiato ovviamente con temi più attuali come la socialità attraverso social network, il guadagno incontrollato via ads o speculazioni (sono monetine di Super Mario o bitCoin??) e soprattutto l’alienazione dovuta alla realtà virtuale.

Unico “spoiler”: nel finale viene guardato con interesse il lavoro della Start up americana Eter9.

Ed è bello ritrovarsi di nuovo negli anni dove trovavi nella rete personaggi spanati con nickname come Parzival, Art3mis, Fatal1ty o DarthNeo (vi ricorda qualcosa?), con i quali potevi davvero costruire ogni cosa e l’unico limite era la tua immaginazione. E ricordarsi che tra gli amici avevi sempre un James Halliday e un Ogden Morrow, ma con gli anni ti rendi conto che prima sei stato James, e poi Og.

Hey, che state aspettando, siete già al cinema oppure ancora su Oasis?